Autore -Elena Bizzotto

Ma io che dentifricio dovrei usare?

Il dentifricio è un prodotto che ci viene davvero in aiuto durante le manovre di igiene orale. Aumenta la capacità dello spazzolino di rimuovere più placca!

dentifricioAlcuni studi consigliano di usarlo dopo un accurato spazzolamento eseguito con il solo spazzolino asciutto! Questo perchè il senso immediato di freschezza che sprigiona, potrebbe portare ad abbreviare le manovre di spazzolamento.

Non so voi, ma io personalmente faccio molta fatica ad usare lo spazzolino asciutto!

Cosa fa il dentifricio? ›Deterge, lucida, rinfresca, deodora. Può anche diventare veicolo di alcuni principi attivi e allora diventa anche terapeutico.

Vi siete mai chiesti cosa contiene?

Se la risposta è no, qui sotto vi elenco gli ingredienti con qualche breve spiegazione:

  • Acqua! Ingrediente fantastico e universale.
  • Abrasivi: aiutano nella rimozione di pigmentazioni superficiali (per es: Silice, ossido di alluminio, fosfato di calcio…). Quantità: 20-40%
  • Detergenti o Tensioattivi: agenti schiumogeni che abbassano la tensione superficiale, cioè indeboliscono i legami che la placca ha creato col dente, in modo da poterne rimuovere di più (per es.: Lauryl solfato di sodio…). Quantità: 1-2%
  • Leganti o Addensanti: aumentano la consistenza della pasta dentifricia (per es: Silicati, gomme, alginato…). Quantità: 1-2%
  • Dolcificanti: migliorano il gusto, ma devono essere cariostatici! Si usano cioè dolcificanti non cariogeni (per es: ›sorbitolo, mannitolo, xilitolo…) Quantità: 1-3%
  • Umettanti e Conservanti: prevengono l’essicazione della pasta una volta aperto il tubetto e la sua conservazione nel tempo (per es: Sorbitolo, glicerina, parabeni…). Quantità: 20-30%
  • Coloranti: migliorano l’aspetto del dentifricio (per es: Ossido di titanio, clorofilla, coloranti usati nell’industria alimentare)

Ma attenzione!!!attenzione

La tendenza attuale dell’industria farmaceutica è di eliminare alcuni componenti discussi quali:

  1. PARABENI

  2. SODIO LAURYL SOLFATO

  3. BIOSSIDO DI TITANIO

perché imputati di tossicità e pericolosità per la salute!

Se ci fate caso, non sono altro che conservanti, coloranti e tensioattivi, quindi sono proprio quegli ingredienti che si stanno andando ad eliminare dai prodotti alimentari ai prodotti per l’igiene e cosmetica!

Per rispondere alla domanda iniziale, quindi non è sempre facile!

Voi che dentifricio usate di solito?

Ma mi serve qualche principio attivo particolare? Vado al supermercato o in parafarmacia-farmacia ad acquistarlo? Quanto dentifricio devo usare?

Allora continuate a seguirmi, perché vi devo ancora svelare molto altro sui dentifrici!

Un abbraccio,

Dott.ssa Elena

 

Essere igienista dentale in Italia!

Abbiamo visto come in America nel lontano 1913 si iniziò a formare la prima Igienista Dentale, Irene Newman, e come solo 4 anni dopo, nel 1917, venne rilasciata la prima licenza al mondo per praticare l’igiene dentale! Da lì, l’avvio di percorsi formativi e universitari è stato abbastanza rapido. Nel 2013 è stato festeggiato il Centenario di questa figura professionale.

Ed eccoci in Italia! Preparatevi!

Perché la complessità e tortuosità delle leggi renderà davvero incredibile un percorso di riconoscimento di questa figura professionale, spesso ostacolata e limitata rispetto ai nostri cugini europei ed americani.

Vediamo un po’! Prendete fiato e partiamo:

– Dal 1913 in America, questa figura professionale arriva in Italia alla fine degli anni ’70.

– Nel 1976 la regione Molise sovvenziona un corso biennale, che, però, non ottiene nessun riconoscimento giuridico.

– Nel 1978, la prima Scuola Diretta a fini Speciali, con riconoscimento
professionale da parte delle Istituzioni Nazionali, è istituita a Bari.

– Una serie di decreti ministeriali porta nel tempo al riconoscimento della figura
professionale dell’Igienista Dentale, ma il primo, purtroppo, è datato solo 26 Gennaio 1988. Tale decreto ha vita breve, viene pubblicato e successivamente abrogato per vizio di forma.

– La riforma degli ordinamenti didattici universitari è delineata dal Ministero
dell’Università nel 1990 e conduce ad una revisione delle discipline sanitarie del
Ministero della Sanità, in riferimento al decreto legislativo 30 Dicembre 1992, n.
502/517, art. 6: identificazione e formazione dei profili professionali.

– Con il Decreto Legislativo 30 Dicembre 1992, n.502, integrato poi dal Decreto
Legislativo 229/99, viene istituto anche in Italia un progetto di aggiornamento
“obbligatorio”: Educazione Continua in Medicina. In buona sostanza si prevede
che tutti gli operatori sanitari, indipendentemente dalla categoria d’appartenenza, partecipino a programmi/progetti di aggiornamento/formazione di valenza certificata ed approvata da una Commissione Nazionale/Regionale di verifica.

– 14 Settembre 1994, decreto n.669, prevede la possibilità che l’Igienista Dentale possa svolgere la propria attività sia in strutture pubbliche che private, in regime di dipendenza o libero-professionale. Tale decreto subisce, in seguito, una modifica, a seguito di un ricorso da parte di un’associazione di categoria del mondo odontoiatrico.

– 24 Luglio 1996, in ottemperanza ad un Decreto Ministeriale, le Scuole Dirette a Fini Speciali vengono sostituite, dai Corsi di Diploma Universitario (CDU) dell’area sanitaria, della durata triennale.

– 26 Febbraio 1999, legge n.42, riconosce a quelle professioni che nel Testo Unico erano chiamate “ausiliarie”, pari dignità professionale rispetto alle tradizionali professioni sanitarie (medico e odontoiatra), introducendo una disciplina di tipo generale valida per tutte le figure appartenenti a quella categoria.

– 15 Marzo 1999, DL n.137, prevede la modifica dell’articolo 1 del decreto n.669: l’Igienista Dentale può svolgere la propria attività “su indicazione” dell’odontoiatra o del medico chirurgo legittimato all’odontoiatria.

– 3 Novembre 1999, il decreto interministeriale n. 509 regolamenta la trasformazione dei Diplomi Universitari triennali dell’area sanitaria in Lauree di primo livello.

– 10 Agosto 2000, la legge n. 251, e successivamente il Decreto del Ministero della Sanità del 2 Aprile 2001, individua quattro classi delle Lauree Universitarie delle professioni sanitarie. La Laurea in Igiene Dentale appartiene alla classe 3, Professioni Sanitarie Tecniche Assistenziali.  Attraverso questo decreto tutti coloro in possesso del pregresso Diploma Universitario hanno la possibilità di accedere alla laurea di secondo livello.

Qui forse cambia un po’ la situazione perché l’acquisizione della Laurea di primo livello abilitante alla professione permette ai Dottori in Igiene Dentale di potere esercitare liberamente in regime di dipendenza o libero-professionale, in strutture pubbliche o private, Prevenzione e Igiene Dentale.
La laurea di secondo livello o magistrale, invece, permette anche l’insegnamento e l’accesso alla dirigenza delle strutture pubbliche o private.

I dottori in Igiene Dentale sono, ad oggi, gli unici operatori sanitari, insieme agli Odontoiatri o Medici Chirurghi legittimati all’esercizio dell’odontoiatria, a possedere un’abilitazione legalmente riconosciuta che li autorizza a svolgere i compiti relativi alla Prevenzione delle affezioni oro-dentali.

A me è venuto il mal di mare! E a voi?

Se siete curiosi e volete capire a che punto siamo ora, seguitemi nel prossimo post!

Un abbraccio,

Dott.ssa Elena

 

 

 

 

 

 

Essere igienista dentale in Italia nel 2015

Essere Igienista Dentale in Italia oggi è molto interessante.

Si è aspettato, dopo un lunghissimo parto, il Decreto Ministeriale del 15 Marzo 1999, n.137.

In questo decreto, su una paginetta soltanto viene definito il nostro profilo professionale con soli 3 articoli davvero basici. E’ proprio questa semplicità che, invece di aiutare, lascia continuamente spazio a continue rivisitazioni del concetto di libertà professionale.

In breve:

una recente sentenza del TAR dell’Emilia Romagna ha sentenziato l’impossibilità di aprire un autonomo studio di Igiene Dentale, gli Igienisti Dentali che lavorano presso gli ospedali con contratto si contano su una mano, le Ricercatrici Universitarie in Igiene Dentale con contratto in tutta Italia sono pochissime (solamente 2!), l’inquadramento fiscale fa paura, viene messo costantemente in discussione quel “poter lavorare liberamente” rendendo gli Igienisti Dentali italiani tra i più limitati, operativamente parlando, d’Europa  ecc ecc ecc….

CHE DIRE! Un mio modestissimo parere:

i cambiamenti in Italia hanno un che di pachidermico, tipo locomotiva a carbone, motore diesel… tutti gli ingranaggi sembrano arrugginiti… si va avanti lenti lenti, magari per tornare indietro, ma credo che la storia insegni come in Italia investire tempo e risorse per tentare di arrestare un cambiamento che investe il mondo sanitario in maniera così profonda sia davvero sempre più inutile…

Le lotte tra categorie sono senza senso e uno spreco di energia. Il lavoro in team rimane sempre l’approccio vincente. Alla fine si parla o no di occuparsi della salute della popolazione?

Forse considerati ancora oggi come dei “grattatartaro”, è bello sapere che, per lo stato italiano, il profilo professionale dell’Igienista Dentale sia inquadrato come un profilo INTELLETTUALE, dove accanto al saper fare con le mani, c’è prima di tutto il sapere!

Chissà cosa accadrà nei prossimi anni? Direi, continuiamo a darci da fare e studiare!studiare[1]Un abbraccio,

Dott.ssa Elena

 

Tartaro: struttura curiosa!

Il tartaro non è altro che un’evoluzione della placca, cioè “placca calcificata” (abbiamo capito perché è allora così importante pulire bene, finché la placca si presenta molle e facile da rimuovere!).

All’inizio ha un colore chiaro, più diventa scuro più sarà vecchio!

Come mai è pericoloso il tartaro?

Ma dovete sapere che il tartaro contiene batteri morti, quindi non sarebbe patogeno di per sè, ma a causa della sua superficie ruvida, offre un ricettacolo per batteri vitali e dannosi.

Diventa quindi una zona di ritenzione di placca, in cui però non sarà possibile effettuare le corrette procedure di igiene orale a causa della sua struttura rigida e irregolare!

Crea quindi danni in maniera indiretta: in primis trattiene batteri vivi e pericolosi, in più la sua stuttura rigida disturba letteralmente con la sua sola presenza un tessuto molle come la gengiva.

Ad un corso di aggiornamento, la Dottoressa relatrice ci portò un esempio: “immaginate quanto fastidio ci crea la presenza di una spina, anche se minuscola, non visibile ad occhio nudo, sulla punta di un dito! Ecco, il tartaro per la nostra gengiva dà un disturbo simile! L’unica differenza è che non percepiamo dolore…”

E qui c’è la fregatura!

Perché spesso i pazienti accomunano un problema ad un fastidio o al male più o meno acuto!

Questo per il cavo orale è un sistema di controllo che proprio NON FUNZIONA! Potremmo avere situazioni di infiammazione pericolosissime senza avvertire nessun dolore!

Tornando a noi, la calcificazione della placca è causata da depositi di sali minerali, originati anche dalla saliva. Non è strano, quindi, trovare depositi abbondanti in corrispondenza dei dotti salivari!

E dove si trovano i dotti salivari maggiormente responsabili?

– Nell’arcata INFERIORE: IN CENTRO, ALL’INTERNO nella parte linguale;

– nell’arcata SUPERIORE: LATERALMENTE A DESTRA E SINISTRA, ALL’ESTERNO!

Quindi: dentro giù al centro, esterno su a destra e sinistra!

Si può affermare che “la saliva fa tartaro?”: ad oggi, con tutte le conoscenze sulla struttura batterica non si può dire come si faceva una volta. La saliva è da considerarsi uno dei vari elementi che influiscono sulla sua formazione.

Non dimenticarsi mai:

Spazzolarsi i denti almeno 2 volte al giorno per almeno 2 minuti, meglio dopo i pasti

Almeno 1 volta al giorno occuparsi della detersione completa del cavo orale

Come sempre, fondamentale è la prevenzione: una adeguata igiene orale a casa, controlli periodici dal Dentista e pulizie professionali da parte dell’Igienista Dentale, diventano armi di difesa infallibili!

Un abbraccio,

Dott.ssa Elena

Questo spazio virtuale è per te

Dedico questo spazio virtuale ai miei pazienti che mi ascoltano, sopportano e supportano!

Ho deciso di iniziare ad usare computer e internet dopo che alcuni di loro mi hanno messo la pulce nell’orecchio.

Più o meno nel Dicembre 2013, è stata una mia paziente a dirmi: “Ma perchè non scrivi un blog! Ho scoperto che le cose che mi hai detto interessano a molte più persone di quelle che credevo!”

Da lì è partito un tarlo che mi ha accompagnato per un anno! Ovviamente, mi dicevo: “Lo farò! Mi piace l’idea! Ma ora non ho tempo!!!”

Non posso non ringraziare di cuore i Dottori Odontoiatri con cui collaboro! Pazientemente ascoltano e accolgono le mie idee, che ogni tanto durante l’anno appaiono diventando impellenti!

Li adoro e senza di loro e senza le mie colleghe Igieniste, che stimolano sempre la mia curiosità, il mio lavoro sarebbe sicuramente più noioso 😉

Argh… Maledetto questo TEMPO!!! Allora ho iniziato questo 2015 elaborando un concetto: se non c’è mai abbastanza tempo e non si possono allungare le giornate, bisogna trovare una soluzione per trovarlo!!! 😉

Voi che ne pensate?

Poi è arrivata Carolina Ciravegna! Ho seguito il suo sito internet per tanto tempo tempo.

A Settembre 2014 lancia un segnale molto forte al I Congresso Nazionale IDEA Igienisti Dentali Associati: verso una nuova immagine della figura dell’Igienista Dentale. A Gennaio la chiamo!

Ok allora! Se guardando i blog e YouTube ho imparato a truccarmi, a cucinare, a fare il sapone o il burrocacao fatto in casa, se si impara a creare un riff di chitarra, un testo di scrittura creativa, e chi più ne ha più ne metta, allora si potrà anche imparare a scoprire come avere e mantenere un buono stato di salute orale!

 

Gli argomenti che raccoglierò in questo spazio non potranno MAI sostituire il consulto del proprio Medico Dentista, Odontoiatra o Igienista Dentale di fiducia, men che meno dare indicazioni di un trattamento, MAI!

Desidero solo che i contenuti proposti abbiano scopo di informazione e divulgazione, in modo che chiunque di voi possa poi approfondirli insieme al professionista!

Questo sicuramente non sarà uno spazio perfetto, allora ti invito a mandarmi suggerimenti e consigli! D’altronde, da qualche parte bisogna pur cominciare!

Ultima cosa: sono fissata per la Evidence Based Medicine (medicina basata sull’evidenza scientifica) per cui non ci saranno argomenti di cui non abbia letto e studiato, o che non siano supportati dall’evidenza scientifica, linee guida e articoli scientifici di un certo livello.

Chiunque potrà chiedermi titoli di testi o articoli, perché se così non fosse, semplicemente non scriverei dell’argomento.

Credo che il compito di un professionista sia conoscere tutto lo scibile delle materie di cui può trattare e di cui può avere competenza, senza sforare in ambiti non suoi: l’opinione personale nell’apprendimento di un argomento non mi interessa. Mi interessa che sia supportato da un’evidenza scientifica autorevole: assorbo e faccio mio.

E’ poi nella mia pratica quotidiana che scelgo e seleziono cosa dire e fare, in base ai casi che mi trovo di fronte.

Che tu sia un Igienista Dentale o un lettore casuale, cosa ne pensi?

Come vivi il rapporto con internet sugli argomenti di salute orale?

Allora partiamo!!!

Non aspettare; non sarà mai il tempo opportuno. Inizia ovunque ti trovi, con qualsiasi mezzo a tua disposizione; mezzi migliori li troverai lungo il cammino.

(Napoleon Hill)

Un abbraccio,

Dott.ssa Elena