Autore -Elena Bizzotto

#Bianco e nero.

Perché filo interdentale è nero

I fili interdentali neri si trovano in commercio sempre più facilmente: al supermercato, in farmacia o parafarmacia.

Possono essere utili per tutte le persone che pensano che passare il filo non serva dopo aver lavato bene bene i denti con lo spazzolino.

Il colore NERO è stato pensato per mettere in evidenza la placca, che è biancastra.

Nel momento in cui usi uno strumento di questo tipo e vedi lo sporco che rimane sul filo, messo in risalto dalla differenza di colore, puoi prendere consapevolezza del lavoro che fa.

Il colore BIANCO invece mette maggiormente in risalto il rosso del sangue.

Per cui, quando c’è infiammazione:

  • il nero esalta il biancastro della placca
  • il bianco esalta il rosso del sangue

Esiste anche una marca di scovolini che sfrutta questi due colori e li unisce all’interno della stessa testina.

Anche in questo caso, verrà messo in evidenza il sangue con la parte bianca e la placca con la parte nera.

A chi consiglio gli strumenti neri?

A chi è scettico sull’utilizzo degli strumenti per pulire tra dente e dente, perché vedere in modo chiaro ed inequivocabile cosa viene rimosso anche dopo la più accurata igiene con lo spazzolino, può eliminare qualsiasi dubbio sulla sua utilità.

Un abbraccio,

Dott.ssa Elena

#25 Filo o scovolino?

meglio il filo o lo scovolino

Per pulire bene la bocca, ti tocca usare questi strumenti tutti i giorni.

Conviene usare il filo o lo scovolino?

Allora ti racconto una storia: due congressi, due relazioni coinvolgenti e magistrali, un solo Odontoiatra.

Lui è il Dott. Graziani Filippo di Pisa. Ha cercato cosa dice la letteratura scientifica sull’efficacia dell’uso di filo o scovolino interdentale.

E ha scoperto che:

Lo scovolino, dove riesce a passare, risulta uno strumento più efficace del filo interdentale.

Non ti allarmare se sei un amante del filo.

La regola per mantenere una buona igiene orale è quella di essere regolari e usare bene gli strumenti che vengono consigliati, che servono e che piacciono.

Se però hai ancora qualche problema, se il filo non ti convince, se vieni consigliato all’uso dello scovolino… beh, può essere un buon momento per cambiare.

Un abbraccio,

Dott.ssa Elena

#24 Perché è fondamentale la pulizia tra dente e dente.

pulizia interdentale

Pulire tra dente e dente è fondamentale.

Ci tocca! E senza nemmeno lamentarci troppo.

Dobbiamo pulire gli spazi tra dente e dente, comprese le aree più difficili da raggiungere, almeno una volta al giorno!

Questo perché ai nostri batteri piacciono tutte le superfici del dente anche se di solito noi puliamo con facilità solo quelle che vediamo.

Ci vengono in aiuto diversi strumenti:

  1. FILI INTERDENTALI di diversi materiali
  2. SCOVOLINI con setole o in plastica morbida
  3. IDROGETTO/DOCCETTE oggi detti IDROPULSORI
  4. SPAZZOLINI MONOCIUFFO
  5. SPAZZOLINI SULCULARI
  6. ti racconto qualcosa sullo STUZZICADENTI

Andrò a recensire nel tempo i prodotti specifici delle diverse aziende.

Qui mi interessava concentrarmi di più sul ribadire l’importanza dell’abitudine e sul fatto che esiste varietà tra gli strumenti che potresti usare.

Intanto, visto che in questa puntata ho parlato di alcune caratteristiche, ti metto qualche link, che può darti indicazione degli strumenti e di cosa puoi trovare in commercio:

Ogni azienda ha dei prodotti caratteristici, online si trova di tutto.

Per questo il consiglio di un Igienista Dentale/Odontoiatra che conosca la tua bocca diventa un aiuto prezioso.

Diventa promotore attivo di buone abitudini di igiene orale.

Un abbraccio,

Dott.ssa Elena

#23 La saliva: il nostro “smalto liquido”

saliva smalto liquido

La saliva è il nostro miglior alleato per la salute della bocca e la lotta contro i microrganismi nemici.

È composta quasi interamente di ACQUA (circa il 99%) e per il restante 1% di tante molecole buone:

  • sali (magnesio, bicarbonato…)
  • calcio, fluoro e fosfato, amici dello smalto
  • enzimi protettivi delle mucose (come lisozima e lattoferrina)
  • anticorpi specifici

La quantità e qualità della saliva possono essere influenzati da vari fattori, come:

  • l’alimentazione
  • farmaci
  • tempo (per es. c’è differenza tra notte e giorno)
  • malattie
  • età
  • ecc…

Il ruolo che svolge nel proteggere i denti si ottiene grazie a 5 aspetti:

  1. bilancia la mineralizzazione/demineralizzazione dei denti grazie al trasporto di Calcio, Fluoro e Fosfato
  2. ha capacità tampone, aiuta cioè ad alzare un pH acido della bocca e lo riporta vicino al valore neutro. Infatti il pH della saliva oscilla generalmente tra 6,5 e 7,5
  3. ha capacità antimicrobica grazie alla presenza di anticorpi specifici ed enzimi che sono capaci di rendere difficile la vita di microrganismi “cattivi” nel rispetto di quelli buoni per noi
  4. aiuta a sciacquare un po’ la bocca, allontanando cibo e batteri dalla superficie dei denti
  5. diluisce ed elimina gli zuccheri nemici della bocca (se vuoi saperne di più sugli zuccheri, ascolta la puntata dove ne ho parlato)

Trovi tutto in questa nuova puntata del Podcast!

Un abbraccio,

Dott.ssa Elena

#22 Lo smalto: un bene prezioso. Ecco perché.

smalto un bene prezioso

Le cellule che formano lo smalto si chiamano ameloblasti e una volta arrivate a dare la forma finale al dente, si fermano.

Creano un velo che rimane lì fino all’eruzione del dente e quando questo sbuca fuori dalla gengiva, queste cellule si perdono.

È per questo che, a differenza di altri tessuti duri come l’osso, non ha capacità riparative.

Lo smalto è il tessuto più duro di tutto l’organismo ed è costituito quasi interamente (98,5%) da sostanze minerali, soprattutto cristalli di idrossiapatite di calcio ben organizzati.

Sono molto resistenti, ma temono l’acidità e gli stress che tendono a comprometterlo e a cui vengono sottoposti quotidianamente.

Madre Natura ci viene incontro con un aiuto naturale dato dalla saliva, ma spesso può non bastare.

In questa puntata del Podcast scopri tutto quello che serve sapere sullo SMALTO e sul perché bisogna guardarlo con occhi diversi.

Un abbraccio,

Dott.ssa Elena

Alimentazione e denti: il ruolo degli zuccheri

Alimentazione, zucchero e denti

Fare prevenzione è fondamentale per evitare l’insorgere della carie.

Lo zucchero, in tutte le sue forme, liquide o solide che siano, è il nemico numero uno dei denti.

Nei paesi occidentali i dati sono allarmanti.

Negli Stati Uniti ad esempio la percentuale dei bambini con la carie in età scolare è compresa tra il 60 e il 90% e lo stesso vale per la stragrande maggioranza degli adulti in età compresa tra i 20 e i 64 anni.

Anche in Italia la situazione non è delle migliori.

La salute dei denti, oltre che da una buona igiene orale, dipende anche da cosa si mangia.

I cibi possono alterare i livelli di acidità e la quantità di zuccheri presenti nella saliva, che insieme ai batteri sono le cause principali dell’insorgere della carie, di cui soffre un italiano adulto su due.

Salvaguardare la salute dei denti da carie e da altre fastidiose infezioni diventa dunque indispensabile.

È stato presentato nel 2014 lo studio Nutrintake, condotto dal Prof. Gianvincenzo Zuccotti (Direttore Clinica Pediatrica L. Sacco di Milano, Università degli Studi di Milano).

Realizzato su un campione di oltre 400 bambini italiani dai 6 ai 36 mesi, di Milano e Catania, ha indagato le abitudini alimentari dei bambini, a partire dallo svezzamento, e ha scoperto gli errori più comuni.

Lo studio, effettuato grazie alla collaborazione di un team scientifico composto da esperti di nutrizione, pediatri di famiglia, dietologi appartenenti all’Associazione Nazionale Dietisti Italiani e ingegneri informatici, ha messo in luce eccessi e carenze nello stile alimentare dei più piccoli. 

Le pappe dei nostri bambini sono troppo ricche di proteine, sale, zuccheri mentre forniscono poco ferro.

Lo studio Nutrintake ci aiuta a riportare l’attenzione sull’importanza della corretta alimentazione a partire dai primi mesi come prima regola di prevenzione per impostare uno stile di vita sano, per il bambino e per il futuro adulto.

(Prof. Gianvincenzo Zuccotti)

Dai risultati è emerso come esista una linea di demarcazione tra i primi 9-12 mesi di vita e gli altri due anni presi in considerazione: più passa il tempo e il bambino cresce, e più diminuisce l’attenzione dei genitori e il rispetto di quanto suggerito dal pediatra.

Dopo i 9 mesi, e soprattutto dopo i 12, infatti, si cade nell’errore di considerare il bambino “un piccolo adulto”, abbandonando l’alimentazione specifica per l’infanzia e uniformandola a quella della famiglia.

È ipotizzabile che anche queste cattive abitudini contribuiscano a generare sovrappeso e obesità che in Italia interessa circa un terzo dei bambini.

I principali risultati a partire già dal primo anno d’età:

  1. Eccesso di proteine
  2. Eccesso di sodio
  3. Eccesso di zuccheri semplici
  4. Eccesso di grassi saturi (quelli dannosi)
  5. Carenza di fibre
  6. Carenza di ferro

Un’assunzione eccessiva di zuccheri semplici

Se il semaforo giallo si accende fino al primo anno di vita, perché tutti i bambini raggiungono il livello massimo raccomandato, il rosso scatta dai 12 mesi in poi.

Dopo questa soglia, i genitori risultano più permissivi, abusando di zuccheri semplici nella dieta del loro bambino e portando così a sforare oltre il livello massimo raccomandato.

È importante prendere coscienza del fatto che la nutrizione nei primi anni di vita è un fattore ambientale chiave per predisporre una buona salute futura.

(Prof. Gianvincenzo Zuccotti)

Le regole da seguire e da mettere in atto quotidianamente sono poche e semplici e i primi anni di vita sono cruciali per la prevenzione di stili di vita errati.

Un abbraccio,

Dott.ssa Elena

X