Autore -Elena Bizzotto

#45 Cosa porta in vacanza un Igienista Dentale per la salute del suo sorriso?

Cosa porta un Igienista Dentale in vacanza

Cosa portano in vacanza gli Igienisti Dentali per la cura del loro sorriso?

Cosa mettono nelle loro trousse quando fanno le valigie?

Quali sono i must have di cui non possono fare a meno?

Ho chiesto a 10 colleghi e loro hanno prontamente risposto.

Parola d’ordine: MASSIMA PERSONALIZZAZIONE.

Gli Igienisti Dentali conoscono bene prodotti, strumenti e tecniche, e scoprirete che comunque ogni professionista sceglie i prodotti in base alle esigenze specifiche della propria bocca, proprio come dovrebbero fare tutti.

Chi sono i MAGNIFICI 10 Igienisti Dentali e quali sono i prodotti a cui non possono rinunciare?

1. Dott.ssa Alessandra Verga:

2. Dott.ssa Chiara Lorenzi

  • spazzolino elettrico sonico per adulti e per bimba
  • scovolini in gomma
  • kit di dentifrici (sbiancante e remineralizzante)
  • dentifricio per bambini
  • pennina sbiancante

3. Dott.ssa Denise Calzolari

  • spazzolino elettrico roto-oscillante
  • copritestine spazzolino elettrico
  • 2 misure di scovolini
  • mini-rocchetto di filo
  • spazzolino da viaggio e gel detergente per mascherine di contenzione
  • dentifricio per denti sensibili

4. Dott.ssa Elisa Pierozzi

5. Dott.ssa Giulia Maddalozzo

6. Dott. Cosimo Prete

  • spazzolino elettrico roto-oscillante
  • scovolini in gomma (Soft Picks Gum)
  • dentifrici per adulti e bambini

7. Dott.ssa Marianna Cozzolino

8. Dott.ssa Giulia Lasco

9. Dott.ssa Linda Maceroni

10. Dott. Riccardo Sangermano

La mia testimonianza

Quest’estate ho portato con me:

  • lo spazzolino elettrico sonico per me e mio marito
  • dentifricio per adulti e uno per bambini
  • 1 spazzolino manuale per la mia bimba
  • filo interdentale
  • penna sbiancante Blancone Click

E tu? Cosa porti con te per prenderti cura del tuo sorriso?

Un abbraccio,

Dott.ssa Elena

#44 Come conciliare lavoro, produttività e benessere – intervista a Debora Montoli

Debora Montoli A lume di fare

Lavorare con uno sguardo sempre attento al benessere e alla prevenzione, migliora la nostra produttività e ci rende persone più felici.

Me lo insegna Debora Montoli attraverso il suo progetto A lume di fare, che si sviluppa in un bellissimo canale Telegram.

Debora è un’assistente virtuale che pone molta attenzione nel conciliare vita lavorativa e benessere personale.

NON BISOGNA LAVORARE DI PIÙ,
MA BISOGNA IMPARARE
A LAVORARE MEGLIO
(DEBORA MONTOLI)

Perché durante questa calda estate 2019, abbiamo la possibilità di staccare e analizzare il nostro operato degli ultimi mesi.

I tempi sempre più frenetici e le mille cose da fare, ci fanno perdere di vista le buone abitudini di salute e benessere.

Questo non è un bene. E lo so per esperienza personale.

Gli Igienisti Dentali svolgono un lavoro che causa molti problemi muscolo-scheletrici, oltre a futuri e possibili disturbi all’udito e alla vista. L’aggiunta del lavoro al computer poi non aiuta.

Anche noi operatori, che ci occupiamo tutti i giorni della salute e prevenzione dei nostri pazienti, non dobbiamo dimenticarci che per svolgere bene il nostro lavoro dobbiamo fare prevenzione su noi stessi.

Debora mi insegna che in ogni ambito lavorativo si può fare prevenzione attraverso piccoli accorgimenti.

Le ho chiesto allora di raccontarci il perché del suo progetto e di cosa fa lei per mantenersi in salute e sempre sorridente.

Cosa si intende oggi per salute?

Il concetto di SALUTE si è modificato nel corso del tempo e si è passati dalla definizione dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) del 1946 che la definiva come

uno stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia

ad una più attuale (2011)

capacità di adattarsi e autogestirsi di fronte alle sfide sociali, fisiche ed emotive

Fra le critiche all’originaria definizione dell’OMS, c’era quella di aver creato paradossalmente un mondo di “non sani”, dato che pressoché nessuno può godere di uno stato di completo e assoluto benessere.

Il perfettismo implicitamente invocato avrebbe spinto ad una medicalizzazione della società.

Salute quindi non significa assenza di malattia, ma ha a che fare con una PRESTAZIONE OTTIMALE, una massima coordinazione mente-corpo.

Salta subito all’occhio come gli aspetti fisico/psichico/emotivi siano strettamente correlati tra loro.

Si passa da un concetto statico ad un concetto DINAMICO.

Sei in salute quando riesci ad avere il MIGLIOR ADATTAMENTO POSSIBILE ad un particolare stimolo, sfida, ambiente, attacco di virus/batteri ecc.. COL MINOR COSTO POSSIBILE.

E la vera prevenzione porta a ottimizzare la salute.

Trovi Debora e il suo bellissimo progetto A lume di fare:

Informazioni sul Festival del Podcasting sul sito. Ti ricordo la data: 12 ottobre 2019 a Milano.
Per ottenere il biglietto gratuito, clicca QUI.

Un abbraccio,

Dott.ssa Elena

#39 Posso usare infusi e tisane come collutori naturali?

Collutori naturali con infusi e tisane

Una tisana o un infuso possono essere considerati dei collutori interessanti?

In questa puntata ho risposto alla domanda di un grande amico Podcaster, Andrea Ciraolo.

Alla sera dopo aver lavato i denti, se mi capita di bere qualche infuso o tisana, devo rilavarmeli di nuovo?

Andrea mi ha dato l’opportunità di cominciare a parlare di come i principi attivi contenuti in fiori e piante possano essere strepitosi per la salute di denti e gengive.

Malva, melissa, verbena, camomilla, menta, tiglio, calendula, salvia, anice, chiodi di garofano, dalle proprietà:

  • protettive
  • lenitive
  • calmanti
  • antibatteriche
  • antinfiammatorie.

Il tè verde è ricchissimo di Fluoro e antiossidanti.

È quindi possibile tenere in bocca qualche secondo l’infuso o la tisana, prima di mandarla giù, sfruttandone così i principi attivi.

Le 2 accortezze da seguire però sono le seguenti:

  1. utilizzare FILTRI DI OTTIMA QUALITÀ che non abbiano zuccheri aggiunti
  2. NON AGGIUNGERE ZUCCHERO successivamente

Conclusioni

Se si fa attenzione alla qualità del prodotto che si utilizza e si evita accuratamente qualsiasi aggiunta di zucchero, non solo è possibile bere infusi e tisane dopo aver lavato i denti, ma è anche possibile sfruttarli come veri e propri collutori.

Un abbraccio,

Dott.ssa Elena

#42 Come scegliere una padella in tutta sicurezza – intervista al chimico Alfredo Guerra

scegliere una buona padella

Siamo attenti a quello che mangiamo e acquistiamo cibo di ottima qualità, ma spesso non ci chiediamo se sono di qualità le padelle con le quali cuciniamo.

Come scegliere una buona padella per cucinare in tutta sicurezza?

Il mio amico Alfredo Guerra

In questa bella intervista, il chimico Alfredo Guerra ci aiuta a districarci nell’articolato mondo delle padelle.
Oggetti che usiamo tutti i giorni e di cui sappiamo spesso troppo poco.

Alluminio, ferro, rame, acciaio inox.

Sul mercato sono presenti padelle per tutti i gusti, ma quali sono i pregi e difetti?

È vero che le padelle con rivestimento antiaderente sono cancerogene, nocive o poco sicure?

I rivestimenti antiaderenti in ceramica sono più sicuri di quelli in teflon? Perché?

Qui i link di cui abbiamo parlato in puntata, dove troverai i contatti di Alfredo e gli articoli del suo blog con tutti i riferimenti e i video citati:

Un abbraccio,

Dott.ssa Elena

#38 Cos’è veramente la piorrea ovvero la malattia parodontale?

malattia parodontale piorrea

Molti la conoscono come piorrea, ma usando termini più appropriati stiamo parlando della malattia parodontale.

Piorrea significa letteralmente “flusso di pus”, è legata alla formazione di essudato purulento e ricorda uno stadio avanzato della malattia.

Nella nostra mente, ci riporta l’immagine di persone anziane senza denti, eppure ancora oggi in Italia colpisce quasi 1 italiano adulto su 2 sopra i 35 anni.

Cos’è la malattia parodontale?

Quando parliamo di malattia parodontale ci riferiamo alla malattia che colpisce i tessuti che sostengono i denti all’interno dell’osso.

Immagina un bell’albero dalle radici forti e rigogliose a cui comincia a mancare il terreno circostante. Se non si interviene, prima comincerà a muoversi e poi, senza più terra, cadrà.

Questa malattia comincia silenziosamente, appare ogni tanto e si fa sentire quando si attiva o riacutizza e se trascurata può portare alla perdita dei denti colpiti.

Il Ministero della Salute la cita tra le 3 cause principali di edentulia (la perdita di tutti i denti) insieme a carie e a pregresse terapie odontoiatriche, che evidentemente non sono esenti da complicanze.

Perché si chiama così?

La malattia parodontale è la malattia del parodonto.

Il parodonto è l’insieme dei tessuti che sostengono il dente:

  • gengiva
  • legamento parodontale (l’insieme di fibre che tengono ancorato il dente all’osso)
  • cemento radicolare (lo strato più esterno della radice del dente su cui si agganciano le fibre)
  • l’osso stesso

La malattia parodontale è una patologia che interessa proprio questi tessuti e si manifesta con la distruzione degli stessi.

Cosa succede quando si attiva questa malattia?

Sembra un paradosso, ma la malattia si attiva come un naturale meccanismo di difesa.

In presenza di batteri adesi al dente sottoforma di placca e tartaro, l’aumentare del loro numero e delle loro tipologie, mette in allerta il nostro sistema immunitario.

Questo comincia a difenderci dall’attacco batterico con “bombe chimiche” e più i batteri si approfondiscono, più i miei tessuti si difendono scappando.

Il tutto avviene per un unico obiettivo:

salvare l’osso e non farlo entrare in contatto coi batteri.

Come ogni processo distruttivo, superata una certa gravità, non si può più tornare alla condizione di partenza.

Proprio per questo, la diagnosi deve essere rapida e il primo campanello d’allarme, che non va MAI trascurato, è il sanguinamento.

La cosa incredibile è che basta un semplice strumento che si chiama sonda parodontale, una punta con delle tacche millimetrate, in alcuni casi potranno essere utili le radiografie.

Sonda parodontale

La sonda ci aiuta a scoprire dove si trovano le tasche parodontali, zone attorno al dente dove, scendendo di millimetri, abbiamo l’indicazione della distruzione del tessuto.

Dalla malattia parodontale non si guarisce!

Ha una forte componente di familiarità (suscettibilità) che si può avere come no.

È legata a molti altri fattori (come risponde il sistema immunitario, malattie in atto, farmaci presi, alimentazione, età, sesso…).

Si potrà manifestare come no, quello che è sicuro è che si può domare!

Un abbraccio,

Dott.ssa Elena

#37 È più pericolosa la placca o il tartaro?

più pericolosa la placca o il tartaro

Placca o tartaro? Sembra una domanda banale, ma non è affatto così.

Partiamo subito col dire che il tartaro non è altro che un’evoluzione della placca, cioè placca calcificata.

Ecco perché è così importante eliminare la placca, molle e facile da rimuovere, prima che diventi tartaro.

Come mai è pericoloso il tartaro?

Il tartaro va comunque rimosso molto bene.

Questo perché contiene batteri morti, quindi non sarebbe patogeno di per sé, ma a causa della sua superficie ruvida, offre un ricettacolo per batteri vitali e dannosi.

Diventa quindi una zona di adesione di nuova placca, in cui però è difficile effettuare le corrette procedure di igiene orale, a causa della sua struttura rigida e irregolare.

Il tartaro crea quindi danni in maniera indiretta:

  • trattiene batteri vivi e pericolosi
  • la sua stuttura rigida disturba letteralmente con la sua sola presenza un tessuto molle come la gengiva.

Perché calcifica la placca?

La calcificazione della placca è causata da depositi di sali minerali, originati anche dalla saliva.

Non è strano, quindi, trovare depositi abbondanti in corrispondenza dei dotti salivari!

A questi, si aggiungono i sali che arrivano da quello che mangiamo e beviamo.

Conclusioni

Se non c’è placca, non si formerà nemmeno tartaro

La PLACCA è la struttura dove pullulano batteri vivi e pericolosi.

Quindi va rimossa sempre, anche quando invisibile!

Un abbraccio,

Dott.ssa Elena