Autore -Elena Bizzotto

#38 Cos’è veramente la piorrea ovvero la malattia parodontale?

malattia parodontale piorrea

Molti la conoscono come piorrea, ma usando termini più appropriati stiamo parlando della malattia parodontale.

Piorrea significa letteralmente “flusso di pus”, è legata alla formazione di essudato purulento e ricorda uno stadio avanzato della malattia.

Nella nostra mente, ci riporta l’immagine di persone anziane senza denti, eppure ancora oggi in Italia colpisce quasi 1 italiano adulto su 2 sopra i 35 anni.

Cos’è la malattia parodontale?

Quando parliamo di malattia parodontale ci riferiamo alla malattia che colpisce i tessuti che sostengono i denti all’interno dell’osso.

Immagina un bell’albero dalle radici forti e rigogliose a cui comincia a mancare il terreno circostante. Se non si interviene, prima comincerà a muoversi e poi, senza più terra, cadrà.

Questa malattia comincia silenziosamente, appare ogni tanto e si fa sentire quando si attiva o riacutizza e se trascurata può portare alla perdita dei denti colpiti.

Il Ministero della Salute la cita tra le 3 cause principali di edentulia (la perdita di tutti i denti) insieme a carie e a pregresse terapie odontoiatriche, che evidentemente non sono esenti da complicanze.

Perché si chiama così?

La malattia parodontale è la malattia del parodonto.

Il parodonto è l’insieme dei tessuti che sostengono il dente:

  • gengiva
  • legamento parodontale (l’insieme di fibre che tengono ancorato il dente all’osso)
  • cemento radicolare (lo strato più esterno della radice del dente su cui si agganciano le fibre)
  • l’osso stesso

La malattia parodontale è una patologia che interessa proprio questi tessuti e si manifesta con la distruzione degli stessi.

Cosa succede quando si attiva questa malattia?

Sembra un paradosso, ma la malattia si attiva come un naturale meccanismo di difesa.

In presenza di batteri adesi al dente sottoforma di placca e tartaro, l’aumentare del loro numero e delle loro tipologie, mette in allerta il nostro sistema immunitario.

Questo comincia a difenderci dall’attacco batterico con “bombe chimiche” e più i batteri si approfondiscono, più i miei tessuti si difendono scappando.

Il tutto avviene per un unico obiettivo:

salvare l’osso e non farlo entrare in contatto coi batteri.

Come ogni processo distruttivo, superata una certa gravità, non si può più tornare alla condizione di partenza.

Proprio per questo, la diagnosi deve essere rapida e il primo campanello d’allarme, che non va MAI trascurato, è il sanguinamento.

La cosa incredibile è che basta un semplice strumento che si chiama sonda parodontale, una punta con delle tacche millimetrate, in alcuni casi potranno essere utili le radiografie.

Sonda parodontale

La sonda ci aiuta a scoprire dove si trovano le tasche parodontali, zone attorno al dente dove, scendendo di millimetri, abbiamo l’indicazione della distruzione del tessuto.

Dalla malattia parodontale non si guarisce!

Ha una forte componente di familiarità (suscettibilità) che si può avere come no.

È legata a molti altri fattori (come risponde il sistema immunitario, malattie in atto, farmaci presi, alimentazione, età, sesso…).

Si potrà manifestare come no, quello che è sicuro è che si può domare!

Un abbraccio,

Dott.ssa Elena

#37 È più pericolosa la placca o il tartaro?

più pericolosa la placca o il tartaro

Placca o tartaro? Sembra una domanda banale, ma non è affatto così.

Partiamo subito col dire che il tartaro non è altro che un’evoluzione della placca, cioè placca calcificata.

Ecco perché è così importante eliminare la placca, molle e facile da rimuovere, prima che diventi tartaro.

Come mai è pericoloso il tartaro?

Il tartaro va comunque rimosso molto bene.

Questo perché contiene batteri morti, quindi non sarebbe patogeno di per sé, ma a causa della sua superficie ruvida, offre un ricettacolo per batteri vitali e dannosi.

Diventa quindi una zona di adesione di nuova placca, in cui però è difficile effettuare le corrette procedure di igiene orale, a causa della sua struttura rigida e irregolare.

Il tartaro crea quindi danni in maniera indiretta:

  • trattiene batteri vivi e pericolosi
  • la sua stuttura rigida disturba letteralmente con la sua sola presenza un tessuto molle come la gengiva.

Perché calcifica la placca?

La calcificazione della placca è causata da depositi di sali minerali, originati anche dalla saliva.

Non è strano, quindi, trovare depositi abbondanti in corrispondenza dei dotti salivari!

A questi, si aggiungono i sali che arrivano da quello che mangiamo e beviamo.

Conclusioni

Se non c’è placca, non si formerà nemmeno tartaro

La PLACCA è la struttura dove pullulano batteri vivi e pericolosi.

Quindi va rimossa sempre, anche quando invisibile!

Un abbraccio,

Dott.ssa Elena

#36 Su e giù del pH: come proteggere ancora meglio lo smalto

La curva di Stephan e l'acidità della bocca

Il pH della bocca nel corso della giornata va su e va giù, va su e va giù come in una danza.

La curva di Stephan

Anche se lo smalto non ama l’acidità, ogni volta che mangiamo l’ambiente della cavo orale diventa naturalmente acido.

Si attivano dei trasmettitori che avvisano il cervello dell’introduzione del cibo da digerire ed è proprio grazie ai movimenti della masticazione che parte questo processo.

Il cervello manda dei comandi che fanno abbassare il pH della bocca. Si attivano così gli enzimi digestivi che hanno bisogno dell’acidità per lavorare bene. Inoltre si uccidono anche un po’ di batteri.

Quindi l’acidità in qualche modo è funzionale ed è presente indipendentemente dal fatto che mangiamo o meno cibi acidi.

Il pH scende velocemente nei primi 5 minuti di masticazione e dopo aver smesso di mangiare risale fino alla neutralità grazie al potere della saliva, in grado di tamponare questa acidità.

La risalita è più lenta ed è per questo che consigliamo di aspettare 20-30 minuti prima di spazzolare i denti.

Questo meccanismo viene rappresentato molto bene dalla curva di Stephan.

La curva di Stephan e l'acidità della bocca
La curva di Stephan
(in verde l’area sicura per il mio smalto, in rosso il pH acido e pericoloso)

Se la saliva non è ancora riuscita a tamponare questa acidità, lo sfregamento dello spazzolino e l’abrasione intrinseca di un dentifricio potenzia possibili danni allo smalto, i sali che vengono portati dalla saliva non saranno sufficienti a sistemare la situazione di partenza e comincia a modificarsi lo smalto, prima ad un livello piccolissimo microscopico e poi nel corso del tempo in maniera un pochino più evidente.

Conoscere la curva di Stephan ci dà anche ulteriori informazioni:

  • esiste un meccanismo naturale di auto-protezione dello smalto grazie alla saliva
  • se questa curva si ripresenta molte volte nel corso del tempo e quindi se questa curva crolla spesso, cioè mangiamo spesso nel corso della giornata, lo smalto sarà in qualche modo sottoposto per molto più tempo a questo ambiente acido.

Sapendo che lo smalto è un minerale (come il marmo di casa che non puliresti mai col succo di limone) e che il minerale odia l’acido, mangiare nel corso della giornata tante volte può diventare un problema.

È dannoso per il mio smalto non solo COSA mangiamo (partendo dal concetto che bisogna avere una buona alimentazione), ma ancora di più QUANTE VOLTE lo facciamo nel corso della giornata.

Mangiare e introdurre spesso alimenti: lo smalto rimane per più tempo nella zona di pericolo

Con pasti regolari, spuntini regolari e una buona igiene orale al momento giusto, possiamo riuscire a mantenere i nostri denti sempre più in salute.

Un abbraccio,

Dott.ssa Elena

#35 Lo spazzolino elettrico funziona?

Lo spazzolino elettrico funziona

Lui: “Dottoressa, lo spazzolino elettrico funziona o è solo pubblicità e marketing?”

Io: “Mitico Sig. Lino, lo spazzolino elettrico funziona!”

Lui: “Lo devo usare per forza? Va usato da tutti?”

Io: “Non esiste un obbligo assoluto. Ora andiamo a scoprire se fa al caso suo”.

Fine della storia.

O forse no.

Lo spazzolino elettrico funziona?

Visto che sono tanti i pazienti che hanno questo dubbio, vale la pena andare a vedere cosa ci dicono le fonti ufficiali:

  1. gli spazzolini elettrici rimuovono la placca più efficacemente degli spazzolini manuali nel breve e nel lungo termine;
  2. mostrano una maggiore rimozione oltre che sulle superfici, anche nelle aree interprossimali;
  3. mostrano lo stesso grado di sicurezza di quelli tradizionali;
  4. migliorano la percezione del tempo di spazzolamento (2 minuti!) grazie al timer presente in tutti gli spazzolini elettrici di ultima generazione, tempo che con lo spazzolino manuale è risultato in media di 46 secondi;
  5. non è ad oggi dimostrata la presenza di recessioni associata allo spazzolino elettrico;
  6. l’uso dello spazzolino elettrico minimizza il rischio di abrasioni sui tessuti duri del dente (smalto e dentina).

L’utilizzo dello spazzolino elettrico è raccomandato dagli articoli più importanti e dalle Linee Guida del Ministero della Salute del 2015 alla pag. 11:

Raccomandazione 8
L’utilizzo di uno spazzolino elettrico è raccomandabile.

Forza della raccomandazione A
Grado dell’evidenza I
12
Recenti metanalisi hanno evidenziato il vantaggio derivante dall’utilizzo di uno spazzolino
elettrico rispetto a uno manuale nella rimozione della placca batterica (Gonsalves WC et al.,
2008; Yaacob M, 2014).

La letteratura scientifica è valida?

Ho deciso in questa puntata di partire anche da quello che significa per noi (Igienisti Dentali e operatori sanitari) letteratura ed evidenza scientifica, perché non tutto quello che si legge deve essere preso per oro colato.

L’evidenza scientifica è una piramide: si parte dal basso con gli articoli che hanno meno evidenza e si sale su su fino agli articoli più complessi (anche da un punto di vista statistico) e con sempre maggiore evidenza.

Vecchia piramide dell’evidenza scientifica: a mano a mano che si sale, aumenta la VALIDITÀ dell’articolo, quindi l’importanza dello studio

La piramide delle evidenze, per come la conosciamo noi, ha dei limiti netti, che pone i diversi tipi di studi su di una scala di evidenza ben definita…e se in realtà non fosse tutto così definito?

Alcuni ricercatori americani hanno proposto una scala delle evidenze in cui i gradini della piramide non sono separati da linee dritte orizzontali ma da linee curve: le linee che salgono e scendono riflettono le variazioni nell’affidabilità dei dati in ogni classe di studio.

Nuova piramide dell’evidenza scientifica: i limiti tra uno studio e l’altro non sono più lineari, ma rimane il concetto della piramide che distingue gli studi da meno validi (in basso) a più validi (in alto).

Puoi notare come le revisioni sistematiche e le metanalisi sono state tolte dalla punta della piramide e trasformate in una lente di ingrandimento attraverso la quale viene osservata e analizzata la piramide stessa.

Il top degli studi scientifici sono le revisioni sistematiche e le meta-analisi. Esistono ormai da anni questi articoli che riguardano lo spazzolino elettrico.

Secondo questo tipo di approccio, si enfatizza il ruolo di revisioni sistematiche e metanalisi (che sono alcuni tipi di articoli) come strumenti per valutare, sintetizzare e rendere applicabili il resto delle evidenze raccolte.

In conclusione, esistono per lo spazzolino elettrico revisioni sistematiche molto serie ed accurate che ci dicono:

lo spazzolino elettrico funziona ed è raccomandabile!

Ora rimane solo da capire se è uno strumento utile anche per te.

Un abbraccio,

Dott.ssa Elena

P.S. Ci sono anche questi due articoli che parlano dello spazzolino elettrico:

  1. Lo spazzolino elettrico funziona
  2. Quale spazzolino elettrico scegliere (qui limitavo la scelta a due tipologie: roto-oscillante e sonico. Con le ultime indicazioni, si può spaziare molto di più sperimentando diverse tipologie. Ne parlo proprio in questa puntata del Podcast).

Dove finisce la pioggia – l’uomo che metteva ordine

Un libro sottile e leggero, entrato facilmente in valigia e letto in una assolata giornata al mare.

Leggero sì nel peso, ma denso di contenuti, una scrittura che cattura e ti invoglia a continuare a leggerlo fino alla fine.

Un vecchio, un uomo e una donna le cui vite si incrociano.  La storia di un passato oscuro e tutte le inquietudini e dubbi che accompagnano un amore che nasce e sboccia.

Che resta da fare, quando si è perso tutto? Sedere nella cenere e ricominciare da se stessi. Non si può mettere ordine fuori se il disordine abita dentro.

ancora

Per una grazia particolare riuscivo a vedere negli altri non dei fratelli, né Cristo, come mi diceva il mio amico sacerdote, quanto me stesso nelle infinite combinazioni della vita. […] in quegli ammassi d’ossa […] c’ero soprattutto io, tutte le volte che nella vita avevo preso l’altro bivio.

e ancora

Tutto ha un ordine, e l’ordine è tutto. La mia vita sembrò reagire, sussultare, inarcarsi e poi cedere, rollando per rimettersi in rotta, riunire i pezzi, serrare i fianchi, lenire le ferite e ricominciare.

L’autore lo definisce un thriller dell’anima: apre la mente e il cuore.

Di Paolo Pugni

#33 L’igiene dentale è cool? Sì, con la Dott.ssa Denise Calzolari

Denise Calzolari igiene è un argomento figo

Può un argomento considerato tabù e poco attraente, come l’argomento igiene orale, diventare un argomento figo?

Questa è stata la domanda a cui ha risposto la Dott.ssa Denise Calzolari.

Lei è sicuramente una delle Igieniste Dentali più attive sui social e ha dato vita a una delle Pagine Facebook più seguite del settore.

Con la sua capacità di ironizzare e divertirsi, condivide contenuti alla portata di tutti.

Il suo desiderio è quello di trasmettere il concetto della figosità dell’igiene orale: tutti possono arrivare ad ottenere uno stato di salute, qualsiasi sia il punto di partenza, e una volta che si parte, ci si può appassionare al punto da diventare anche un po’ fissati ;-)!

Inoltre, in questa bellissima intervista, Denise si racconta.

Dalle difficoltà iniziali di chi le diceva che non ce l’avrebbe fatta o che aveva tempo da perdere, non ha mollato e ha trasformato la creazione di contenuti in un vero e proprio lavoro.

Dalle sue esperienze, ha acquisito una serie di competenze che l’hanno portata a diventare un punto di riferimento anche per noi Igienisti Dentali.

Ha creato con Paolo Pugni il progetto Brand Mastermind, di cui faccio parte:

un progetto speciale per gli igienisti dentali che vogliono crescere anche grazie agli strumenti che il web mette loro a disposizione. Il suo scopo è quello di condividere competenze, esperienze, professionalità, e anche sogni ed obiettivi, per riuscire a conquistare sempre maggiore spazio nel proprio mondo, e conseguire successi sempre più ambiziosi.

Denise ha scelto il video come strumento di creazione dei contenuti.

Online ce ne sono a centinaia e non vi resta altro che cliccare i link qui sotto e premere forte il tasto “Play”:

Un abbraccio,

Dott.ssa Elena